Riutilizzo dei residui di lavorazione

Questo è un ambito che ci sta molto a cuore e su cui si sono investite molte risorse: il risultato è che oggi la lavorazione dell’oliva non produce alcun residuo di lavorazione e tutti i sottoprodotti sono rilavorati per produrre materiali riutilizzabili.

Nulla viene scartato!

Nel nostro frantoio entrano olive ed escono olio extravergine di oliva, sansa per alimentare i bovini, nocciolino per riscaldare case e aziende, acqua pulita per i lavaggi e un concentrato in polifenoli per usi diversi.

Nello specifico la sansa, lo scarto solido separato dal decanter, costituita da pezzettini di nocciolo e dalla parte vegetale della polpa e della buccia dell’oliva, viene denocciolata, cioè separata tramite un vaglio dai residui del nocciolo e utilizzata come mangime bovino. Abbiamo l’autorizzazione veterinaria per poter utilizzare la sansa, priva di residui di nocciolino e fresca, mischiata con altro mangime, per la nutrizione bovina. L’uso della sansa permette di migliorare sia il latte che la carne, poiché ricca di antiossidanti (polifenoli). Quest’uso è coerente con la nostra filosofia poiché meno impattante anche a livello ambientale, in termini di distanze chilometriche non percorse (evitiamo gli oltre 500 km per raggiungere il più vicino sansificio e la sansa resta sul territorio).

Anche il nocciolino, separato dalla sansa, viene riutilizzato: è dotato di un importante potere calorico, per la presenza di olio, e mischiato con il pellet trova buon uso per il riscaldamento civile o industriale. La separazione del nocciolino è comune nei frantoi, anche se probabilmente nessun’altro riutilizza la sansa a scopo alimentare.

Al contrario, il trattamento delle acque di vegetazione non è affatto comune. Si tratta di un sottoprodotto della lavorazione che normalmente andava disperso su terreni agricoli, ma che ora possiamo riutilizzare, grazie ad un progetto pilota finanziato dalla Comunità Europea. L’acqua di vegetazione subisce diversi stadi di filtrazione, che consentono di ottenere grosso modo un 80% di acqua pulita, che verrà riutilizzata nei processi produttivi (lavaggi), un 5% di residuo melmoso, che andrà aggiunto alla sansa, e un 15% circa di concentrato in polifenoli, del quale si stanno valutando possibili usi, dall’alimentare al cosmetico, dal concime fogliare a deterrente per la mosca olearia, e che sta suscitando molto interesse per il suo contenuto. 

 

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